Articoli marcati con tag ‘anima’

LE RELAZIONI DELLA NUOVA ERA: COSA VUOLE L’ANIMA?

Esistono tre tipi di anima.
La prima è l’anima piccola-piccola, che compone l’ego individuale. È quella che si offende e che prova orgoglio, quella che pensa di sapere ciò che è meglio per sé.
La seconda è l’anima personale
: è lei che ha co-deciso con l’Uno di venire a fare la sua esperienza sulla terra.
Lei è lo spirito intelligente che è collegato alla più vasta Anima di Tutte le cose.
È proprio lei, l’anima personale, quella mediana, a spingere affinché noi ci muoviamo in modo diverso dal passato nelle nostre relazioni sentimentali. Essa ora ci chiede una trasformazione. Così ci mette alla prova con relazioni insolite, mai prima sperimentate; questo perché chi ne trarrà insegnamento farà fare un salto di consapevolezza a tutte le altre anime piccole-piccole, espandendo in questo modi i margini dei contorni dell’amore stesso.
Si dovrà a questo punto imparare ad amare in modi insoliti rispetto a quelli prima esplorati, con atteggiamenti nuovi, che più si confanno all’essenza dell’amore.

Si darà spazio, quindi, a nuovi tipi di legami e di movimenti. Questo sta già accadendo e molte persone potrebbero essere state travolte dal dubbio di essere state vittima di relazioni fallimentari o distruttive. Ma è un inganno.
 LE RELAZIONI DELLA NUOVA ERA: COSA VUOLE LANIMA?
L’anima ha chiesto.
L’ego basso, la piccola anima terrestre, ha detto “Sì, accetto”.
Ma poi ha dimenticato la sua affermazione nel momento in cui si è offesa. Non ha gradito alcune sfumature del contratto; le ha interpretate come un maltrattamento del proprio valore, una usurpazione dell’ego. Erano invece esperienze fortemente richieste per attivare nuovi spazi interiori, che servono ad allacciare relazioni diverse e comprendere molte dinamiche.
L’anima piccola-piccola finisce per ripiegarsi su se stessa per la paura, finendo per credere che deve rimanere sola.

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SINGLE PER MISSIONE ??

Pensavo in questi giorni a molti miei conoscenti e colleghi che hanno scelto di vivere la loro vita e la loro mission rimanendo single. Riflettevo su come il loro scopo nella vita non contemplasse “l’accompagnamento sentimentale” quale può essere un compagno, per vari motivi. Mi stupiva il fatto che, per alcune persone, la propria vita prendesse una piega tale da far loro intendere che essa abbia uno scopo “superiore”, da condurre sulle vie del monachesimo o semplicemente della solitudine.
Può davvero accadere che la missione della vita richieda un prezzo così alto?
Talvolta, una serie di relazioni finite male può portare a un risveglio della consapevolezza tale da dover rimanere soli, per poter meglio avvicinarsi a una ricerca interiore. Alcune persone non sono nate per aver figli o allevarne. Ma di questo bisogna accorgersene e, soprattutto, esserne certi.

Quando ho perso il mio precedente compagno, anche io ero portata a pensare che le vie del monachesimo fossero parte del mio viaggio. Credevo di dover stare sola per poter adempiere al mio compito animico. A un certo punto, dopo qualche anno di nubilato, conobbi quello che sarebbe stato il mio attuale compagno: non mi fu subito chiaro che l’anima non aveva e non ha un solo e unico progetto.
Rischiai, per questi preconcetti, di lasciar per strada un meraviglioso dono divino quale il mio compagno è, tutta presa nella morsa della via dei “single per forza”, o per deduzione di doverlo essere.
Fortunatamente gli eventi e il Cosmo, con me molto paziente e benevolo, mi mostrarono altre vie per poter crescere, senza dovermi né sedere in relazioni rallentanti, né lasciandomi inaridire dalla solitudine, con la gioia di poter condividere la Via della crescita spirituale in coppia.

 SINGLE PER MISSIONE ??

Accade che l’anima, una volta che abbia sperimentato ciò che vuole apprendere, ci lasci liberi, caro viandante; ci restituisca alla vita con nuovi obbiettivi e progetti, anche molto diversi da quello che si può credere o sperare.
Accorgersi di questo potrebbe fare la differenza, e di sicuro l’ha fatta per me.

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False Credenze…

C’è una falsa credenza, nel mondo della spiritualità…
Si crede fortemente che quando ci va male un dato fatto, una storia, un’amicizia o un’esperienza in genere, in futuro si debba evitare di mantenere gli stessi comportamenti, affinché l’esperienza non si ripeta.
Pensiero tossico, viandante!
La vita è un insieme di successi e fallimenti e sono necessari entrambi!
Dovremmo quindi imparare dai nostri errori, non dribblarli!

Non cambiare per forza il “mezzo”, viandante. Prova invece a cambiare la marcia…

In realtà accade che, quando siamo davvero molto vicini all’obbiettivo, esso possa sfuggirci.

 False Credenze...
Oppure accade che l’evento non sia ancora nelle nostre frequenze o, ancora, che non sia il progetto da conservare davvero nelle nostre vite, quello che davvero ci renderebbe, nel tempo, felici.
Così è!
Nel periodo in cui mollai un “castello”, una tranquillità affettiva e un ambiente sicuro, per il nulla al quale la mia anima spingeva, mi chiedevo perché tutto fosse così difficile e denso, nonostante stessi facendo esattamente ciò che il cuore spingeva, e nonostante le sincronicità che il cosmo muoveva favorissero tale indirizzo.
Fu in quel caso che le mie guide spirituali, che co-esistono in me, mi dissero:
“Monia, tu muovi energia da oceano….non puoi avere problemi da pozzanghera! Rifletti!”

A volte è proprio così: ogni enorme piramide ha la sua enorme ombra.
In alcuni momenti del giorno l’ombra supera la superficie della piramide stessa,
eppure non per questo la costruzione dovrà essere smantellata… C’è da riflettere!

Buona settimana di autunno, viandante.

DANTE: QUELLO CHE NON TI INSEGNANO 2°

 DANTE: QUELLO CHE NON TI INSEGNANO 2°

PICCARDA E LA FEDELTA’ A SE STESSI

La giovane Piccarda Donati, nel canto III del Paradiso,  rappresenta  l’importanza della fedeltà che tu devi a te stesso, non  puoi tradirti,

non puoi  infischiartene della tua missione. Sennò non vale neanche la pena di         vivere, non credi? (però condendo il tutto con un po’ di ironia e leggerezza…),

se non dici di sì alle corde più profonde della tua anima, quelle che suonano la tua musica più autentica. Piccarda, sposa di Gesù ma smonacata e sposata a forza per motivi di opportunità politica, merita per questo di essere beata nel cielo della Luna, il più basso del Paradiso dantesco.

Ma come…ti viene da dire, è stata costretta, come avrebbe potuto fare altrimenti, una donna sola a quel tempo, non aveva alternativa, perché “punirla” , per così dire, nel cielo inferiore e non premiarla invece perché in cuor suo era rimasta fedele alla sua vocazione?

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SINCRONICITA’: VIDEOPRESENTAZIONE DEL LIBRO 2°

Questa volta lascio a Chiara, che ha curato l’editing del mio libro “Sincronicita’: tutto ciò che non sai può essere usato contro di te”, fare qualche parola di introduzione al video dal momento che ne è lei “l’interprete”.

Chiara Pesavento scrive:

“E’ un miracolo, mi dico, questo lavoro con Monia,
un miracolo che si ripete.
E che un giorno  ha illuminato di NUOVO e di
AUTENTICO alcuni versi della “Dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de
li versi strani” che è la Commedia di Dante, liberandomi e facendomi
uscire dalle interpretazioni e dalle note di critica frutto di un arido
intellettualismo che molte, troppe volte intorpidisce l’anima e fa
diventare sordo il cuore ai richiami della verità di parole depositarie
di una saggezza più utile alla vita di quanto comunemente si creda.

E’ nel verso 113 del I canto del Paradiso che troviamo la stupefacente
immagine del “gran mar de l’essere”, è questo il punto in cui si
capisce che ciascuno, nell’Universo, ha un suo posto e una sua precisa
missione (e guarda caso siamo nell’epoca in cui la parola “mission”
imperversa nelle aule dei corsi di formazione e di crescita
personale!). Bisogna seguire la propria stella, anche se nessuno
potrebbe capirci e magari potremmo apparire matti prima di tutto noi a
noi stessi, e solo così troveremo la pace e la felicità, nel rinnovato
rapporto (perduto quasi sempre molto presto, ahimè!), con il CIELO CHE
E’ DENTRO E FUORI DI NOI.

L’anima è scoccata, come freccia preziosa perchè unica, da un
formidabile arciere verso il fine che le è connaturato: il recupero
della sua dimensione divina (momentaneamente avvolta da un corpo
altrettanto prezioso, nel nostro soggiorno terreno), attraverso le
lezioni che essa ha bisogno di apprendere, personali, personalissime, e
che sono nella quotidianità dei nostri giorni, nei sentimenti che
esprimiamo e nei pensieri che li accompagnano, nelle idee che
accogliamo e nelle azioni che decidiamo di compiere o meno.”

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