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L’ILLUSIONE DELL’INNAMORAMENTO
Caro viandante, questa volta vorrei parlarti di una tematica lanosa e spesso mal percepita, quella sul grande evento che rivitalizza l’uomo: l’innamoramento.
L’innamoramento non è vero amore. Ma capita che ci confondiamo, rimanendo legati a trame fitte che oscurano elementi davvero interessanti.
Spesso questo stato non è altro che il desiderio di avere per sé l’immagine che ci creiamo di una persona, un fenomeno che prende il nome di “imago”.
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Siamo rapiti, siamo malati da sindrome da innamoramento! In questa percezione distorta da come crediamo ci faccia sentire questa persona, frutto del nostro interesse, erriamo nell’illusione di amare, ma questo sentimento è falsato. |
Potrebbe accadere a chiunque, è molto facile, passa nelle vene e giunge al cuore fingendosi per sangue, invece si tratta di una illusione talmente reale da sembrare autentico amore.
ATTACCAMENTO: AMORE VIZIATO
Questa settimana, viandante, vorrei parlarti dell’attaccamento come forma di amore deviato.
Si tratta di una malattia antica che in età adulta andrà a minare ogni nostra relazione. L’attaccamento è a mio parere la fonte primaria dell’infelicità umana e sarebbe molto interessante, oggi, accorgercene insieme.
I terapeuti cercano, nelle varie fasi evolutive di crescita della persona, di eliminare gli effetti della sofferenza, ma con risultati spesso poco duraturi, poiché le cause stesse della sofferenza sono “furbe”… e attendono di riemergere in acque tranquille, dal profondo della nostra anima egoica (parte più densa dell’anima, meno evoluta, definibile come “ego”),trasformandosi in un’altra patologia.
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Il principio di tale sofferenza è prodotto dall’attaccamento, consolidato nel tempo come amore e affettività, fino a prender spazio nella nostra vita e chiamandosi relazione autoreferenziata. |
Di fatto le cose sono ben diverse, ma non siamo capaci di accorgerci per via del grande tranello teso dal demone dell’attaccamento stesso.
L’Antidoto..
Se hai a disposizione un anno: semina del riso!
Se hai a disposizione un decennio: pianta degli alberi!
Se hai a disposizione tutta una vita: fai accorgere le persone!
In questo momento di grandi rivoluzioni si può fare molto per sé e per gli altri: cominciamo con atti semplici di amorevole gentilezza e proseguiamo, viandante, con l’accuratezza dell’uso delle parole.
Come mi è già capitato di scrivere in molti casi, caro lettore, se poniamo attenzione potremmo scoprire non solo il significato nascosto dentro alle parole, ma attivarle in noi con il loro vero significato.

Stavo portando mia figlia a scuola e d’improvviso, come spesso accade, mi trovavo a riflettere sulla parola “Amore”. Nella mia testa comparve infatti questa parola scritta in questo modo: A-MORE. Continuando poi a elocubreggiare (ma infondo neanche tanto), mi salta subito dietro agli occhi la parola MORTE. All’improvviso mi arriva l’informazione che se si usa in un certo modo, la parola AMORE è un potentissimo codice di antidoto alla morte.
DANTE: QUELLO CHE NON TI INSEGNANO 3°
LA VISIONE DI DIO
Nel canto XXXIII del Paradiso è splendida l’invocazione a Maria, per i riferimenti alla sua bellezza di donna e di madre e alla sua potenza, ora, di Maestro asceso.
Dante è consapevole di quale sia la sua altezza e la sua importanza tra gli Illuminati: una donna davvero illuminata, dalla luce della Grazia di Dio, nella sua semplicità e generosità.
A tale generosità San Bernardo ricorre, che acconsenta a Dante di avvicinarsi al mistero ineffabile di Dio, perché goda del sommo piacer.
Tutte le più emozionanti esperienze che la vita riserva, non puoi raccontarle agli altri, le parole non bastano e loro non capirebbero. L’unico linguaggio un po’ più adatto sembra essere quello dell’universo: i simboli.
IL POTERE DELLE FORME PENSIERO
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